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I manager gay «Esser se stessi fa volare gli affari»

di MASSIMILIANO CHIAVARONE de IL GIORNO

«POTER ESSERE se stessi sul posto di lavoro migliora il rendimento dell’azienda, fa crescere la produttività e consolida i legami tra colleghi».

Parola di Angelo Caltagirone, a capo di un’azienda di consulenza per traduzioni e presidente di Edge, gruppo di professionisti, imprenditori e manager Glbt (gay, lesbiche, bisessuali e transgender) nato per diffondere la cultura della tolleranza e dell’inclusione sui luoghi di lavoro.

Stasera, alla Terrazza Aperol di piazza Duomo, la presentazione dell’iniziativa dopo il kick-off a Roma in giugno: «Vogliamo creare qualcosa che ancora non esiste in Italia; un network che metta in collegamento imprenditori, manager e professionisti Glbt, capace di influenzare e guidare le scelte relative a tematiche che coinvolgano il mondo omosessuale dal punto di vista professionale. Solo questo può portare a un vero cambiamento culturale. Il costo sociale ed economico dell’omofobia nella società è rilevante. Vogliamo sostenere la cultura della visibilità basata sul riconoscimento della diversità come ricchezza».

Non è mai successo, in Italia, che i manager rivelino il proprio orientamento sessual e come è accaduto in Apple, che ha nominato come successore di Steve Jobs Tim Cook, gay dichiarato. «Esiste una correlazione diretta tra clima sul posto di lavoro e produttività. Molti studi, non ultimo quello presentato due settimane fa a Londra a cura di “Outand Equal”, un’organizzazione non-profit di San Francisco, mostrano che favorire l’inclusione di collaboratori gay e lesbiche aperti sul proprio orientamento aiuta a rafforzare l’efficacia manageriale, potenzia le motivazioni e la fedeltà all’azienda, attrae talenti, migliora le relazioni con i colleghi. E soprattutto fa bene al business».

Dunque alle aziende italiane gioverebbe introdurre politiche di riconoscimento dei diversi orientamenti sessuali? «Sì, perché un’equa applicazione dei diritti umani nelle società democratiche è il fondamento per una crescita economica e culturale, personale e generale. E su questo le aziende private farebbero bene ad agire da apripista. Molte multinazionali hanno sede in Italia, un dato rilevante che riuscirà a imprimere un impulso significativo per il coinvolgimento di tutte le parti interessate del nostro Paese: dalle istituzioni alle aziende, dalle associazioni di categoria ai dipendenti stessi che ne trarranno beneficio».

Lei è sposato con unuomo? «Sì, con Stefan ci siamo conosciuti sette anni fa e ci siamo sposati civilmente in Svizzera nel 2009. La speranza è che un giorno il nostro matrimonio venga riconosciuto anche in Italia».

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Edge-Glbt

La prima lobby italiana di professionisti, imprenditori e manager GLBT per il riconoscimento della ricchezza nella diversità.

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